Uomo solo uomo morto: sosteniamo il Presidente Scanu in favore dei militari italiani

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Il silenzio di solito viene identificato come uno spazio privo di rumore.

In senso figurato indica l’astensione dell’uomo alla parola e al dialogo, ovvero la completa volontà a non intrattenere rapporti, brevi o prolungati che siano, con altri soggetti.

Per questo il silenzio viene anche identificato con il vuoto, la completa assenza di un contenuto appropriato o soddisfacente.

Il silenzio è anche la forza vitale della mafia e della prevaricazione.

Attraverso il silenzio gli arroganti, i privi di scrupoli e gli avidi, forti del silenzio, del senso comune mistificato e dell’ineluttabilità, si arrogano l’impunito diritto di prevaricare nel corpo e nel fisico i più deboli e i più soli.

Ineluttabilità e solitudine sono il campo di caccia di chi pur macchiatosi con palesi indegni comportamenti, si sente intoccabile grazie ad una posizione di potere guadagnata per ruffianeria, per marchette, sfruttando i muscoli delle braccia supportati dalla scarsa intelligenza nella testa, oppure, in alcuni casi, per merito degli alti gradi presenti indegnamente sulle spalline.

Ma fortunatamente il silenzio identifica anche la calma, la pacatezza, la riflessione e la lucidità razionale del pensiero.

Martin Luther King affermava che “ Le nostre vite cominciano a finire il giorno in cui stiamo zitti davanti alle cose che contano”.

Forti di questo, un gruppo di persone lacerate tanto nello spirito quanto nel corpo per la perdita prematura e doloso di un proprio caro, per mantenere vivi i propri cari perduti, non vivono silenziosamente l’ineluttabile, non si accontentano di irrispettosi contentini, non si piegano alle false promesse e non accettano un forzato e inappropriato silenzio portato avanti dalle Istituzioni.

Con questi presupposti questo gruppo di persone unite da una sottile linea di dolore, incuranti delle ostruzioni ricevute, continuano a chiedere giustizia per la perdita di un loro famigliare morto per la Patria e in nome di Essa.

Giovanna Solia vedova Cirielli (Tuscania), Maria Forino vedova Antonio Attianese (Ranger), Mercedes Faliceo, Cicchettin Walter (Ex folgore), Salvatore Antonaci padre di Andrea Antonaci, Fabio Feroco figlio di Feroco ( Aereosoccorritore), Giuseppe Tripodi (C.le Magg. Incursori), Maria Pia Sorrentino vedova Cipriani e Gianluca Parisi, sono solo alcuni nomi di quelle persone che con dignità e coraggio non vogliono arrendersi.

Riuniti, supportati e coadiuvati dalla IV^ Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’Uranio Impoverito, presieduta dal Presidente Gian Piero Scanu, continuano a chiedere con composta fermezza, non vendetta ma giustizia.

Giustizia, parola orma troppo spesso oltraggiata.

Chiedono solo di veder identificati e puniti gli autori dei comportamenti dolosi vissuti dai propri cari, delle omissioni, degli insabbiamenti, delle minacce, dei depistaggi perpetrati contro le loro famiglie straziate e offese.

Già lo scorso 26 novembre questi cittadini italiani, purtroppo volutamente e abilmente dimenticati da uno Stato sempre più assente, distaccato e cinico, sono stati ascoltati dal Presidente Scanu nelle aule della IV Commissione.

 

In tale evento è intervenuto anche il Dott. Leoni, nelle veci del Presidente della Camera Laura Boldrini, momentaneamente indisponibile per inderogabili motivi istituzionali.

In tale evento tutti i famigliari hanno avuto modo di rinnovare tutto il loro straziante dolore, e di dimostrare il loro sdegno per lo stato di abbandono in cui da anni sono costretti a vivere.

Il Presidente Scanu in tale occasione aveva garantito ai presenti che li avrebbe ricevuti ufficialmente in altra data, al fine di poter discutere in maniera più approfondita tali problematiche dagli stessi vissute, quindi cercare una soluzione accettabile.

Anche in quella circostanza il Senatore Scanu ha dimostrato come dovrebbe essere intesa e vissuta la politica nel nostro Paese, ovvero con sincerità, umanità, comprensione e rispetto.

Il Presidente ha personalmente messo a loro agio uno ad uno i convenuti, cercando di esprimere la massima empatia possibile nei confronti dei vari interlocutori e dei rispettivi drammi personali.

Empatia e passione e non falsi comportamenti di circostanza, e di questo il nostro Antonio Attianese ne era felicemente cosciente e grato.

A distanza di tempo finalmente “quel” giorno è arrivato.

Oggi, mercoledì 13, dalle ore 14:00 presso la sede dalla “IV^ Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’Uranio Impoverito” verranno ascoltati i familiari di vari militari morti per cause di servizio che ancora aspettano risposte reali e rispettose dallo Stato.

Verrano ascoltati:

Maria Forino, Giovanna Solia, Mercedes Faliceo, Cicchettin Walter, Salvatore Antonaci, Fabio Feroco, Giuseppe Tripodi, Maria Pia Sorrentino, Gianluca Parisi.

Verrà anche ascoltato Carlo Chiariglione in qualità di portavoce di Antonio Attianese e “federatore” di alcuni parenti di vittime ai quali ha offerta la collaborazione.

In tale occasione il Presidente Scanu cercherà nuovamente di rendere giustizia a tali famiglie, dilaniate dal dolore e dalla delusione di aver perso un proprio caro in nome di uno Stato che, incurante di non aver messo in atto ogni mezzo al fine di tutelare i propri uomini, li ha in seguito abbandonati e dimenticati.

Il lavoro svolto dal Presidente Scanu e dalla Commissione dallo stesso presieduta non è stato facile e non lo sarà nemmeno in futuro.

Durante questi anni di costante e faticoso impegno, gli stessi si sono visti ostacolare in ogni modo e maniera dalle Istituzioni, dalla politica in generale oltre che, incredibilmente, dagli appartenenti al proprio partito.

Perfino il Governo, i Comandi e i Vertici Militari a vari livelli non hanno collaborato con lealtà e perizia, con e nei confronti della commissione.

Questo ostruzionismo e queste problematiche vissute, come più volte pubblicamente e formalmente denunciato dallo stesso Presidente Scanu, non si sono verificate per errori o fatalità, bensì per una volontaria, razionale e “mirata” azione perpetrata da una parte dello Stato di cui lui stesso fa parte.

I Vertici militari spalleggiati da una cospicua e disdicevole parte della politica, senza distinzione di colore o credo, hanno continuamente, volontariamente, razionalmente e impunemente ostacolato in ogni modo e maniera il lavoro svolto dalla Commissione.

L’arrogante e biasimevole frase “ non so, non ricordo”, è stato il cavallo di battaglia di gran parte dei vertici militari e politici ascoltati durante tutte le innumerevoli e faticose audizioni e indagini svolte in questi anni dal Presidente Scanu e dal suo infaticabile Team.

Purtroppo tali reticenze o falsificazioni, seppur evidenti e, a volte, fastidiose per quanto infantili e ridicole, sono sempre passate impunite proprio per la copertura che alcune parti delle Istituzioni hanno messo in atto.

Per fortuna la voglia e la grinta che il Presidente Scanu e il suo agguerrito staff hanno da sempre messo in campo per cercare di donare verità e giustizia alle famiglie dei militari italiani morti per cause di servizio, non sono state intaccate da questi deprecabili comportamenti.

I muri di gomma che si sono sollevati intorno ai colpevoli non devono rimanere eretti e solidi.

La Commissione però non può farcela da sola, le forze in campo sono troppo asimmetriche.

Per questo si richiede il supporto di tutti.

Non necessariamente si deve scendere in campo fisicamente, cosa comunque auspicabile.

A volte basta far sentire il supporto anche con un semplice messaggio di sostegno.

Ricordiamoci cosa successe a grandi uomini dello Stato quali, ad esempio, Falcone e Borsellino quando abbandonati dallo Stato, sono stati lasciati soli anche da noi cittadini.

Non dobbiamo permettere che questo avvenga.

Non abbiamo più alibi per poter piangere in maniera postuma.

Presidente Scanu e membri della IV Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’Uranio Impoverito, non siete soli.

Nessuno rimane indietro.

Oggi le audizioni verranno trasmesse in diretta dalle 14 circa su:

http://webtv.camera.it/evento/11775

 

 

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