Finalmente qualcuno che non ha paura di parlare: non bastano gradi e medaglie per essere veri “Uomini”

Interrompiamo momentaneamente i tre giorni di lutto per annunciarvi un qualcosa di inaspettato, qualcosa di positivo, qualcosa che potrebbe essere quel sospirato spiraglio di luce che si intravede in fondo al Tunnel freddo ed inquietante.

Quel tunnel che ha inghiottito in un assordante silenzio Antonio Attianese per  tredici anni.

Quel tunnel che ha ucciso più delle metastasi.

Quel tunnel che ha reso vedova Maria e orfani Biagio e Carmen, 5 e 6 anni, nel più  completo ed alienante abbandono da parte delle Istituzioni.

 

Un tunnel chiamato indifferenza ed omertà.

 

La lealtà, la coerenza, la forza, la passione e l’amicizia sono tutti elementi intrinseci dell’uniforme militare.

Il Soldato per antonomasia vive in funzione e in favore del proprio collega che ha al fianco.

Ogni decisione, ogni azione, ogni pensiero è sì indirizzato all’assolvimento del proprio compito istituzionale assegnatogli, ma sempre senza dimenticare o tradire alcuno dei compagni che ha accanto.

Questo purtroppo accadrebbe in un mondo “ideale”.

Ma in un mondo “reale” quale il nostro, succede a volte che alcuni nostri compagni di avventure, di fatiche e di pericoli, gente che indossa la stessa divisa degli altri, ad un certo punto per codardia, per ignavia, per slealtà, per paura, per convenienza, per imposizione dimentichi quale è il motto principale del soldato “nessuno rimane indietro”.

Notando che tale riprovevole comportamento troppo spesso non viene perpetrato dai colleghi “paritari” della persona in difficoltà, bensì da chi, rivestendo un ruolo o un incarico più elevato e di potere, avrebbe da rischiare di più per quanto riguarda la propria carriera o il proprio “orticello”, mi viene da pensare una cosa assai semplice ma forse veritiera.

I valori istituzionali e umani valgono e vengono perpetrati e difesi solo fino al momento in cui non intaccano il nostro orticello?

L’onore delle persone è subordinato alla convenienza del momento?

 

Premesso questo, è doveroso spendere due parole sull’Onorevole Gian Piero Scanu, Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’uranio impoverito.

Tale presidente, pur non indossando una divisa, pur non avendo né la struttura fisica, né l’addestramento e l’esperienza di un guerriero, si è dimostrato più “Uomo” di tanti altri che vanno in giro a pavoneggiarsi per la quantità di medaglie attaccate sul petto o per i gradi tenuti con vanto e arroganza sulle spalline. Personaggi, questi, solo capaci di mostrare i denti  fin quando non viene loro chiesto di metterci la faccia.

L’On. Scanu da subito si è reso disponibile umanamente, prima ancora che tecnicamente e istituzionalmente, nei confronti di Antonio e della sua famiglia, dimostrando loro una reale e leale vicinanza.

Antonio ha da subito percepito che quel calore umano ricevuto non era il solito comportamento dovuto, una etichetta da seguire, bensì un vero, reale e “sanguigno” interessamento finalizzato alla soluzione dei problemi dallo stesso vissuti.

Antonio aveva finalmente incontrato una persona che realmente aveva intenzione di aiutarlo e di stargli accanto, senza chiedere nulla in cambio.

Nessuna slealtà, nessun tradimento, nessun abbandono.

Antonio ha da subito percepito che quella persona gentile e mite aveva dentro una forza emotiva e umana da far invidia ai più famosi e blasonati “comandanti” dallo stesso conosciuti.

Antonio attraverso la persona dell’Onorevole Scanu ha finalmente ritrovato la fiducia nei confronti delle Istituzioni.

Antonio aveva capito che dal quel momento il Presidente Scanu non lo avrebbe mai abbandonato.

Antonio ha avuto ragione anche questa volta.

L’Onorevole Scanu ha costantemente dimostrato la sua vicinanza umana ad Antonio, andandolo a trovare in forma privata e intima, senza annunciarlo, senza urlarlo ai quattro venti, senza dar modo ad alcuno di poter compiere sciacallaggio su tale suo umano e reale comportamento.

L’Onorevole Scanu aveva percepito pienamente la tragedia vissuta da Antonio e la sua famiglia, per questo non ha mai lasciato passare troppo tempo senza regalare ad Antonio, a Maria ed ai bimbi Biagio e Carmen, una telefonata affettuosa di conforto o un reale e caloroso abbraccio presso la loro abitazione.

Il Presidente Scanu sabato scorso, avendo saputo della morte di Antonio, ha cancellato ogni suo precedente appuntamento, indifferentemente dall’importanza, pur di essere presente all’ultimo saluto del Soldato.

Il Presidente Scanu si è seduto accanto ad Antonio, si è stretto alla famiglia, ha versato lacrime vere e strazianti, senza vergognarsi, senza limitarsi, senza omettere nulla nei confronti di Antonio e dei suoi cari.

L’Onorevole Scanu ha fatto quello che altri pur indossando la stessa divisa di Antonio, ovvero rappresentando la stessa Istituzione militare, non hanno avuto la correttezza di fare.

Una fredda ed impersonale corona di fiori inviata al momento della morte sembra una mancia lasciata ad una prostituta a fine servizio.

Antonio non ha mai accettato compromessi o mance, tanto meno la sua famiglia.

L’Onorevole Scanu è un signore nel senso più alto della parola.

Pur essendo il Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta, non si è elevato loro portavoce, ma alla prima udienza espletata dopo le esequie di Antonio, ha chiesto durante la stessa, di poter rivolgere a nome di tutta la commissione riunita un omaggio al soldato Attianese.

Oggi, durante l’audizione di un importante testimone che ha confermato che anche l’Italia ha posseduto e utilizzato le munizioni all’uranio impoverito, ha eseguito un minuto di raccoglimento in omaggio e in saluto ad Antonio.

L’unica dimostrazione di rispetto e affetto dimostrato dalle Istituzioni nei confronti di Antonio e della propria famiglia.

Questo Uomo di Stato, questo Presidente della Commissione Parlamentare, il suo attaccamento al lavoro svolto, il comportamento umano tenuto realmente di fronte a persone sconosciute che soffrono, ci dona la speranza che non tutto è perduto, che c’è ancora una speranza per Antonio e per questa nostra Patria.

 

Noi apertamente e con tutto il rispetto e l’affetto possibile ringraziamo il Presidente Gian Piero Scanu, il suo degno collaboratore Maresciallo Domenico Leggiero (Osservatorio Militare), per essere stati vicini ad Antonio con leale amicizia e affetto fino al suo ultimo respiro, oltre al Dott. Izzo che ha rappresentata la Commissione Parlamentare di Inchiesta durante la cerimonia in chiesa.

Vi preghiamo di continuare la vostra lotta per raggiungere finalmente quella soglia vitale di giustizia e trasparenza che darebbe nuova vita e speranza oltre ad Antonio e alla sua famiglia, anche a tutti gli altri circa 7000 militari ammalati in servizio e le rispettive famiglie che ancora stanno vivendo un calvario nemmeno lontanamente immaginabile per noi distratti spettatori.

Presidente Scanu, Dott. Izzo, Mar.llo Leggiero, Commissione Parlamentare di Inchiesta tutta, non siete soli, non permetteremo mai che voi rimaniate soli.

Saremo per voi quello che voi siete stati per Antonio e ancora siete per Maria, Biagio e Carmen: degli amici fidati da chiamare in caso di necessità.

Con rispetto e gratitudine,

Il vostro Esercito di Pretoriani