La foto, a primo impatto tragica, è di Carol Guzy, fotografa americana del Washington Post, che nel marzo del 1999 si trova nel campo profughi di Kukes, al confine dell’Albania, per documentare le conseguenze della guerra del Kosovo per cui si stava operando una “pulizia etnica” a danno dei kosovari albanesi.
Agim Shala ha due anni quando viene passato al di là del filo spinato. Molti pensano sia un gesto disperato, un bambino che viene separato dalla famiglia per essere salvato e invece è esattamente il contrario.
Il piccolo sta per essere riconsegnato ai genitori ritrovati, e la Guzy riesce a immortalare il momento.
Lo scatto, intenso e semplice insieme, vince il premio Pulitzer nel 2000. L’autrice ne spiegerà la forza dicendo “è la forza dei ritratti dei bambini, completamente in balia degli eventi che si svolgono intorno a loro e incapaci di proteggersi… In realtà è una foto gioiosa. Le famiglie che erano riuscite a fuggire non sapevano se i loro cari fossero sopravvissuti o meno, per cui si allineavano lungo il recinto nella speranza di vederli arrivare. Quando una famiglia ha visto i parenti dall’altra parte del filo spinato, hanno immediatamente consegnato loro i bambini in attesa di ricongiungersi .”

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