Di: CARLO CHIARIGLIONE__________

 

 

La Costituzione è la legge fondamentale della Repubblica italiana, ovvero il vertice nella gerarchia delle fonti di diritto dello Stato italiano.

La Costituzione è lo scrigno dentro il quale viene custodita la fisionomia, la morfologia, la psicologia e la morale della nostra Patria e di noi italiani.

La Costituzione definisce la linea di condotta che la politica deve seguire per governare lo Stato, ovvero per creare un luogo dove ogni cittadino, indifferentemente dal credo politico, dalla religione, dall’orientamento sessuale e dal colore della pelle, possa vivere in serenità, in libertà, in sicurezza e con la dovuta dignità che ogni uomo o donna merita.

Per rendere la Costituzione garante di questi basilari ma necessari e vitali principi caratterizzanti ogni reale Democrazia, i Padri costituenti nel redigerla nel lontano 1947, in nome del buon senso, dell’onestà intellettuale e di una consolidata moralità, hanno optato per semplici ma importanti scelte:

  1. Scriverla di concerto con tutte le forze politiche presenti al fine di renderla favorevole e tutelante verso tutti i cittadini italiani, indifferentemente dal credo politico;
  2. Inserirci delle strutture e delle norme “guardiano” in modo che potesse contrastare ogni possibile futura deriva oligarchica, ovvero renderla baluardo della Democrazia.

La doppia Camera serve proprio per garantire la Democrazia;

  1. Scriverla con un testo semplice, quindi leggibile e comprensibile da ogni cittadino;
  2. Rendendola votata, al fine di poter rappresentare un “patto” tra ogni componente del popolo italiano;
  3. Progettandola lunga, ovvero renderla linea guida per ogni settore del vivere civile, dell’ambito legislativo, economico, religioso e giuridico;
  4. Creandola rigida, ovvero madre e guida di tutte le altra leggi dello Stato che dovranno sempre essere ispirate e subordinate ad Essa;
  5. Ideandola compromissoria, ovvero frutto di una sentita e condivisa collaborazione tra tutte le forze politiche pro tempore;
  6. Concependola democratica, al fine di garantire la libera sovranità popolare, sindacale e politica;
  7. Progettandola programmatica, al fine di poter rappresentare per le forze politiche e i governi futuri un programma, una linea di condotta morale, etica e pratica, ovvero dandogli degli obiettivi non in contrasto con la Costituzione stessa.

Ora consapevoli di quanto appena espresso, per ciò che concerne la riforma costituzionale del 4 dicembre prossimo, si possono già intravedere delle criticità che dovrebbero spingerci a votare NO.

Tecnicamente tale riforma costituzionale voluta dal Presidente del Consiglio Renzi è stata già ampiamente sviscerata e analizzata da tecnici dello spessore degli ex Giudici Costituzionali ed ex Presidenti della Corte Costituzionale Giorgio Zagrebelsky, Ugo De Siervo, Valerio Onida, e del Presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato.

https://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_Zagrebelsky

https://it.wikipedia.org/wiki/Ugo_De_Siervo

https://it.wikipedia.org/wiki/Valerio_Onida

https://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Imposimato

In questo video il Giudice Imposimato (Partito Comunista italiano, ovvero stesso colore politico di Renzi) spiega in maniera semplice, diretta ed esaustiva perché votare “NO” è l’unico modo per preservare i cittadini: https://www.youtube.com/watch?v=KZalSMSFnWo

 

Questi quattro giuristi e costituzionalisti, per citare solo quattro figure del fronte del NO, hanno giudicato tale riforma mal fatta e assolutamente non finalizzata al benessere del Paese e dei cittadini italiani.

Gli stessi giuristi hanno evidenziato tutta una serie di anomalie, criticità, ambiguità, contraddizioni ed omissioni presenti nel testo della riforma.

Tale riforma, quindi, è stata ampiamente giudicata come inadeguata ed inaffidabile sul piano tecnico-giuridico.

Ma queste inadeguatezza ed inaffidabilità non si limitano solo al piano tecnico.

L’inaffidabilità di tale riforma e dei relativi promotori si evince ancor più se si compie una razionale analisi dei fatti e delle dichiarazioni rilasciate anche dallo stesso Renzi.

La riforma voluta dal governo, per quanto affermato dallo stesso Presidente del Consiglio, ha quattro principali punti di forza:

  1. Eliminazione del Senato;
  2. Riduzione dei parlamentari;
  3. Contenimento dei costi della politica e delle Istituzioni;
  4. Velocizzazione nell’emanazione delle leggi;

Analizzando i contenuti, ma in maggior modo l’affidabilità delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Renzi, si possono facilmente evincere alcune risultanze.

Innanzitutto si deve sottolineare e rimarcare la prima criticità sostanziale.

Per la stesura della riforma il Governo non ha optato per un costruttivo e condiviso dialogo tra le forze politiche, bensì si è rivolto a quella parte del Parlamento che seppur opposta come ideologie e finalità, si è resa disponibile ad appoggiare tale riforma in cambio di poltrone e potere, arrivando a tal proposito anche a rinnegare tutto ciò che avevano in precedenza detto e sostenuto, tradendo altresì il voto ricevuto dai propri elettori.

 

 

1) Eliminazione del Senato:

A) La riforma contrariamente a quanto affermato dai sostenitori del “Sì” non elimina il Senato, ma lo snatura e lo depotenzia;

B) Il Presidente del Consiglio Renzi preferisce sempre lasciare intendere che il Senato verrà eliminato.

Poi, solo quando costretto a specificare, dichiara che il nuovo Senato sarà formato da una rappresentanza politica dei comuni e delle regioni, e che questa, secondo quanto dallo stesso erroneamente affermato, sarà finalizzata a meglio legiferare sulle problematiche e sulle necessità proprio vissute dai comuni e dalle regioni.

C) Sempre Renzi, una volta costretto a confermare che Il Senato rimarrà attivo, ha dichiarato che con la riforma questo acquisterà più potere decisionale, poiché saranno proprio i rispettivi rappresentanti elevati al rango di Senatori che emaneranno le leggi a loro favore.

  1. Questa dichiarazione va però in contrasto con la riforma stessa, che invece toglie il potere decisionale alle Regioni demandandolo al Governo.
  2. Quindi la riforma contrariamente a quanto affermato dai sostenitori del “Sì”, prima crea una camera delle regioni per poi togliere alle stesse autonomia decisionale e potere;

D) La riforma, in opposizione a quanto affermato da Renzi e dai sostenitori del “Sì”, non aumenta il potere dei cittadini, ma al contrario toglie agli elettori la possibilità di scegliere i propri rappresentanti che invece saranno decisi direttamente dai partiti.

  1. La conseguenza ovvia sarà che i nuovi Senatori non si adopereranno in favore dei cittadini, bensì dei partiti che li hanno elevati al rango di Senatore al fine di ringraziarli per tale scelta;

E) Diversamente da quanto assicurato da Renzi e dai sostenitori del “Sì”, il nuovo Parlamento potrebbe non lavorare in funzione dello Stato e del benessere dei cittadini, poiché per avere una certezza di influenza da parte dei Partiti nei confronti dei Senatori dagli stessi eletti, con molta probabilità questi potrebbero essere scelti tra quelli più propensi all’accondiscendenza e al clientelismo.

  1. Questo sistema potrebbe agevolare il trasformismo, il voto di scambio e il clientelismo, ovvero tutti quei comportamenti che hanno portato noi cittadini a soffrire a causa di una parte della classe politica indegna e amorale.
  2. Il Senatore Razzi ne è fulgido esempio di virtù.

F) Ora i Senatori hanno un incarico univoco e dedicato, con la riforma avremmo sindaci e amministratori locali che, oltre all’immensa mole di lavoro già concernente il loro incarico primario, una volta al mese dovranno recarsi a Roma per discutere delle varie leggi nel frattempo messe in discussione a livello nazionale e internazionale.

  1. In tale situazione questi nuovi Senatori, senza avere tra di loro alcuna conoscenza e in alcuni casi alcuna padronanza della lingua inglese, nessuna coesione e coordinazione, oltre alla probabile assenza di una conoscenza specifica in materia legislativa e comunitaria, dovranno in poche ore leggere, comprendere ed eventualmente modificare leggi scritte in linguaggio tecnico e in parte in lingua straniera.

Da evidenziare che ogni fascicolo riferito ad ogni legge consta di centinaia e centinaia di pagine;

 

2) Riduzione dei parlamentari

A) Contrariamente a quanto demagogicamente lasciato intendere da Renzi e dai sostenitori del “Sì”, la riforma della Costituzione non ridurrà il numero del totale dei parlamentari, ma solo di una parte dei Senatori;

B) Se questa riforma fosse stata ideata e voluta in favore di una vera riduzione dei parlamentari, avrebbe dovuto ascoltare le richieste ormai espresse da gran parte degli italiani, ovvero avrebbero dovuto dimezzare realmente sia i Parlamentari sia i Senatori.

 

3) Contenimento dei costi della politica e delle Istituzioni

A) Contrariamente a quanto demagogicamente affermano Renzi e i sostenitori del “Sì”, la riforma non si muove dal presupposto di ridurre i costi della politica;

B) Basterebbe solo questa affermazione per far capire quanta malafede c’è dietro a questa riforma elettorale;

C) Contrariamente a quanto demagogicamente affermano Renzi e i sostenitori del “Sì”, la riforma non farà risparmiare 500.000.000 di euro come affermato dal Ministro Boschi, nè tantomeno 1.000.000.000 di euro come dichiarato dal Renzi, bensì 57.700.000 di euro come invece dichiarato dalla Ragioneria dello Stato;

D) A conferma che Renzi e i sostenitori del “Sì” hanno proposto questa riforma costituzionale non con il reale fine di contenere i costi, vengono citati alcuni esempi:

  1. Pochi mesi fa gli stessi promotori del “SI” non hanno voluto accorpare il referendum sulle trivelle con le votazioni Amministrative, facendoci perdere ben 300.000.000 di euro;
  2. Renzi e il suo partito hanno votato contro il dimezzamento delle indennità parlamentari;
  3. Renzi con l’avvallo del suo partito ha speso 175.000.000 di euro per acquistarsi un nuovo aereo “personale” , che ora ci costa 14.600.000 euro all’anno di spese;
  4. Renzi ha stanziato nella legge di stabilità ben 97.000.000 di euro per un torneo di golf;

4) Velocizzazione nell’emanazione delle leggi

Questa riforma non facilita, nè sveltisce l’emanazione delle leggi per due motivi:

  1. All’opposto di quanto affermato da Renzi, le leggi non saranno scritte ed emanate con la sola conferma del Parlamento, bensì il Senato avrà ancora modo di rimandare alla Camera le leggi ritenute inadeguate o errate, per poter chiedere un possibile tornaconto, o semplicemente perché non favorevoli al proprio partito;
  2. La lentezza delle leggi che Renzi dichiara essere causata dall’esistenza della doppia Camera, Parlamento e Senato, è invece da riferirsi all’assenza di etica e moralità di parte dei politici.

Sono i Politici come persone fisiche a rendere l’emanazione delle leggi lenta, non i muri di cemento del Senato e della camera come invece lasciato intendere da Renzi.

Questo allungare i tempi è sempre dovuto e causato dagli accordi di potere e dagli scambi di favori e di incarichi perpetrati tra i vari partiti politici.

  • La legge Boccadutri sui finanziamenti pubblici ai partiti è stata emanata dal Senato in soli tre giorni.
  • La legge Fornero che ha causato gli “esodati” è stata emanata dal governo Monti in venti giorni;
  • Il Lodo Alfano attraverso il quale venivano sospesi i procedimenti pendenti sulle quattro massime cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Senato, Presidente della Camera, Presidente del Consiglio), è stato emanato dal Governo Berlusconi in venti giorni;

 

 

Per concludere…

Se pure non riuscissimo a leggere e comprendere il testo tecnico contenuto nella riforma costituzionale,

se pure non volessimo credere ad illustri giuristi come i tre ex presidenti della Corte Costituzionale ed il Presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione che come tanti altri si sono schierati per il “NO”, dichiarando oscena e distruttiva la riforma,

se pure non volessimo seguire ciò che viene dichiarato dal fronte del “NO”,

Dovremmo però dare ascolto alla nostra coscienza.

Dovremmo pensare in maniera semplice e tranquilla a due semplici fatti:

  1. A chi giova veramente questa riforma costituzionale, ovvero chi è veramente l’artefice e l’ideatore dello stravolgimento della nostra Carta Costituzionale? Forse il fatto che tutte le forze economiche e politiche straniere, che fino ad oggi hanno ostacolato l’Italia ed una sua rinascita economica e sociale (spread, immigrati, leggi europee restrittive) si siano mosse in favore del “SI“ ci suggerisce l’idea che se vincesse il “SI” non saremmo noi cittadini a goderne.
  2. Chi sono le persone che hanno prima promosso, poi scritto tale riforma costituzionale?

Tra loro spicca Matteo Renzi, che prima di essere eletto come Presidente del Consiglio ha fatto innumerevoli promesse poi non mantenute, per poi continuare con tale comportamento tuttora.

Giusto per citarne alcune:

  • Rottamerò la vecchia politica e la Casta: ha fatto accordi politici con Berlusconi, Verdini, Alfano, Bondi, Casini, e tanti, tanti, tanti altri;
  • Toglierò le accise sui carburanti: i costi dei carburanti sono aumentati e le accise sono rimaste;

Renzi continua ancora adesso a mentire spudoratamente in ogni dichiarazione che rilascia:

 

 

Maria Elena Boschi, che tra le varie affermazioni aberranti e contraddittorie dice che non esistono conflitti di interesse nel fatto che il Governo dove lei è Ministro ha salvato la Banca Monte dei Paschi di Siena, dove il padre della stessa è stato dirigente di vertice (eletto proprio dopo che la figlia è stata nominata Ministro); Banca, che dopo aver truffato e messo sul lastrico tantissimi italiani, è stata salvata proprio da un intervento diretto del Governo. Per tale questione il padre del Ministro risulta all’interno delle indagini.

http://www.carlochiariglione.com/2016/11/12/maria-elena-boschi-considerazioni-sullallineamento-comunicativo-verbale-para-verbale-e-non-verbale/

 

 

Denis Verdini, Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, che dopo aver sostenuto in ogni modo e maniera Silvio Berlusconi e la Destra, sono passati a sinistra sostenendo il Governo di Renzi andando contro a tutto quanto dichiarato e sostenuto in precedenza.

Denis Verdini ha un curriculum di denunce, rinvii a giudizio e condanne di tutto rispetto. https://it.wikipedia.org/wiki/Denis_Verdini

Angelino Alfano oltre al trasformismo può vantare un curriculum di tutto rispetto. In aggiunta che, pur essendo stato Ministro della Giustizia e degli Interni, trova normale la vicenda di raccomandazioni e di clientele che ha investito il fratello, ancora oggi dirigente delle Poste Italiane, incarico stranamente ricevuto senza averne titolo. https://it.wikipedia.org/wiki/Angelino_Alfano

 

Qui mi fermo pur potendo scrivere tanti, tantissimi esempi.

 

 

 

 

Ora, a fronte di tutto questo, possiamo fidarci di queste persone permettendogli di modificare la nostra Costituzione che al momento rimane l’unica garanzia che abbiamo per far valere i nostri diritti?

Possiamo veramente credere che queste persone, le quali hanno mentito spudoratamente e ripetutamente e pensato esclusivamente al loro benessere, adesso abbiano avuto una crisi di coscienza, a seguito della quale hanno realmente scritto una riforma costituzionale che vada a favore dei cittadini e del Paese, ovvero contro il loro stesso interesse?

Facciamoci una semplice domanda.

Se non fossimo di fronte ad un referendum, ma fossimo di fronte a un venditore di una casa o di una macchina, e se venissimo sapere che tale personaggio fosse obiettivamente e oggettivamente un mentitore seriale, uno che ha sempre intrallazzato e truffato al solo scopo di arricchirsi a scapito dei clienti, ci fideremmo a dargli in mano i nostri soldi e il nostro futuro?

Per una volta cerchiamo di scegliere per convinzione e non per convenienza.

 

Carlo Chiariglione

Sostenitore convinto del “NO”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categorie: Politica