La realtà non è sempre ciò che vedi!

DI: DANIELE COSSU__________

 

Immaginate di poter scoprire che la realtà che oggi viviamo sia frutto di un disegno venuto male, una brutta copia, e che l’autore abbia voluto tirarci un brutto scherzo. Oggi questo potrebbe essere vero, se pensiamo che dopo lo studio di più di 60 scienziati denominati “CELLULA DI PROSPETTIVA” dall’Unione Europea, si è scoperto che la direzione che il mondo sta prendendo non è quella che ci garantirebbe una vita di prosperità e progresso. Di seguito riportiamo le motivazioni date da uno dei componenti del gruppo di scienziati che ha studiato per anni la nostra futura direzione.

 

 

 

Quando si parla di vita e dell’esistenza umana, associamo gli anni vissuti nel nostro piccolo pianeta al lavoro. L’occupazione per ognuno di noi è il fondamento della società così come l’abbiamo concepita dalla nostra nascita. I problemi più grandi che oggi si riscontrano nel lavoro, oltre trovare un’occupazione, sono i contratti che non rispettano il riposo dovuto, i salari inadeguati alle ore di lavoro e tutte quei particolari che lo rendono un “Lavoro” e non un “Ricatto Contrattuale”. Il problema nasce dal fatto che il principio con il quale il lavoro è stato creato non è altro che un convincimento su base PRODUTTIVA, cioè l’azienda ha come unico interesse solo ed esclusivamente produrre, produrre e produrre. Per arrivare a produrre sempre di più le aziende devono sostituire l’uomo con una macchina. La tecnologia è la benvenuta intendiamoci, ma quando essa prende il posto delle persone per incentivare la produttività succedono due cose spiacevoli;

  • L’uomo viene sostituito completamente dal macchinario che fa il suo stesso lavoro in tempi molto più ristretti, permettendo così all’azienda di aumentare i profitti. Le risorse umane vengono dimezzate se non sostituite completamente e quindi licenziate.

 

  • L’azienda per fronteggiare i costi dell’acquisto e del mantenimento delle macchine, comprese le tasse Statali e e tutte le spese inerenti l’azienda stessa, rivede i contratti e gli stipendi dei suoi dipendenti, costringendo il dipendente ad accettare la loro proposta, perciò la macchina prende il posto dell’Uomo divenendo più importante per le aziende.

 

La vita non è stata data per vivere nel ricatto del licenziamento, ma per godere della libertà in un mondo donatoci gratuitamente al quale molti hanno posto proprietà senza diritto alcuno. Il senso della nostra vita, anche nel mondo del lavoro deve essere di natura QUALITATIVA. Per spiegare meglio, se per soddisfare i bisogni della mia famiglia e miei con quattro ore di lavoro riesco a far fronte alle spese, perché devo essere costretto a farne 9? La maggior parte delle ore che noi in più lavoriamo ci vengono prese in tasse, ciò che noi percepiamo veramente non è il reale valore  delle ore che lavoriamo, tutto ciò che è in più serve solo a riempire le tasche di chi dovrebbe utilizzare quei soldi per darci dei servizi. Servizi che poi come è evidente non ci sono, e se ci sono non funzionano adeguatamente diventando un disservizio. A fronte di tutto questo possiamo capire bene che se lavorare tanto in un sistema su base produttiva ci ha portato ad essere oggi in questa situazione, ciò vuol dire che dobbiamo cambiare strategia e modo di concepire la nostra esistenza. La qualità della vita è data dal tempo che rimane per vivere, il tempo coi figli, i propri cari, con sè stessi, il giusto equilibrio tra lavoro e vita.

Esistono aziende dove l’uomo è tornato al primo posto nella vita lavorativa, purtroppo sono piccole realtà dove si lavora il giusto, si produce il giusto e la ricchezza è ridistribuita verso la popolazione, che è il motore stesso di un’azienda. Se io diminuisco gli stipendi, diminuisco anche il potere d’acquisto impoverendo le famiglie, questa continua e spropositata produzione sarà inutile e deleteria per l’azienda stessa.

Tempo fa, verso gli inizi degli anni 90 l’Unione Europea radunò circa  60 scienziati, il loro compito era quello di studiare in tutti gli ambiti dell’agire umano e in tutto il mondo dove l’uomo si stava dirigendo.  Chiamarono questo agglomerato di menti eccelse CELLULA DI PROSPETTIVA. Dopo circa 9 anni depositarono alla Commissione Europea i risultati del loro studi.

Il risultato fu questo: “Il mondo oggi è diviso in due placche tettoniche, una moderna e una post-moderna. Siamo nel bel mezzo delle due placche, ma le nuove generazioni sono già sopra la seconda placca consapevoli di un cambiamento enorme. Marc Luycky Ghisi componente della Cellula di Prospettiva e autore del libro “La Società della Conoscenza” affronta proprio questi temi, avvertendo che mantenere la stessa linea di azione porterà per la prima volta il mondo ad un suicidio collettivo, nucleare, ambientale e demografico. L’inquinamento atmosferico ha superato di gran lunga ciò che il nostro pianeta può assorbire, e gli effetti sono sotto gli occhi di ognuno di noi. Il nostro modo di vivere nel pianeta è deleterio per la Terra che ci ospita, di conseguenza lo è per noi. Questa possibilità è conosciuta da tutte le forze politiche, anche se nessuno né parla, ma nello stesso momento la paura di qualcosa di disastroso, racconta Marc, sta mettendo in moto un motore molto potente che rinvigorisce tutti quei principi subconsci che permetteranno un cambiamento della nostra civiltà.

Siamo davanti ad un cambiamento epocale, un cambiamento di Paradigma e di visione della vita stessa. Il nostro modello economico si dirige sempre più verso una sotto svalutazione del capitale umano, dall’altra parte abbiamo invece una sovra valutazione finanziaria. Così facendo però, se l’uomo viene sottovalutato come si potrebbe creare capitale finanziario? E’ un gatto che si morde la coda. Non esisterebbe nulla di ciò che conosciamo (a parte la natura e l’universo) se l’uomo con il suo intelletto non lo avesse inventato. Capite bene che sarebbe impossibile continuare di questo passo. Il cambiamento è in atto, è veloce, e le nuove generazioni sono già un passo avanti. Naturalmente se c’è un cambiamento così repentino, anche se silenzioso, bisognerà far nascere un nuovo modello economico. Marc spiega bene che, il lavoro e il sistema di tassazione di chi lavora in modo sostenibile non può essere lo stesso di chi lavora in maniera non sostenibile, dovranno se mai essere esageratamente onerose le tasse di chi continua in maniera imperterrita a inquinare il pianeta. Bisognerà  educare nel rispetto del mondo che ci circonda.

In tutto questo cambiamento è fondamentale il pensiero, il cambio di visione verso una vita sostenibile, dove l’uomo torna ad essere al primo posto negli scenari della nostra società.

I paradigmi del nostro modo di vivere sono cosi ben radicati da non permetterci di vedere al di là di quello che conosciamo. Marc, fa un esempio lampante per spiegare questo concetto: “Cristoforo Colombo quando arrivò con le caravelle nelle coste dell’America i nativi non vedevano le caravelle, perché è provato che si può vedere solo ciò che si conosce”. Il cervello riconosce le immagini che ha inserito nel suo archivio, qualcosa che non ha mai visto l’occhio non lo vede. Sapere che si può vivere in una società chiamata da Marc “Società della conoscenza” ci fa capire che siamo al mondo per arrivare alla felicità, in qualche modo bisogna arrivarci.

La difficoltà nel credere ciò che ho riportato in breve è il fatto che non si vede il cambiamento, ma inconsciamente lo sentiamo. Percepiamo che c’è qualcosa che sta cambiando nel mondo, ma è per ora come le caravelle per i Nativi, invisibile.

Ciò che questo Signore insieme agli altri scienziati hanno fatto è qualcosa di più di un semplice studio. Hanno riportato sul tavolo fattori che l’uomo stava completamente trascurando, li hanno sbattuti in faccia, come ad esempio la Coscienza e la Spiritualità. La connessione che c’è tra noi e tutto ciò che ci circonda, averla messa da parte ha tolto e sgretolato l’importanza della vita stessa e di conseguenza dell’uomo. Rivediamo la nostra educazione, inserendo ad esempio la materia di RISPETTO nelle scuole, così da tirare su generazioni nuove con prospettive di vita migliori delle nostre, ciò che tutti vorremmo per i nostri figli. Rivediamo un motore ormai rotto al quale per anni hanno solo cambiato la carrozzeria pretendendo che il motore tornasse a funzionare. Non si va da nessuna parte in questo modo. Prepariamo un nuovo motore (visione), prepariamo la nostra nuova carrozzeria (Nuovo modello economico) e accendiamo il motore per partire (Società della Conoscenza). Buon Viaggio.

 

Daniele Cossu